Lezione 2 – Le parti comuni dell’edificio
- 7 mar
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Obiettivo della lezione: aiutare i residenti a riconoscere quali spazi e impianti appartengono a tutti i condomini e comprendere chiaramente cosa è possibile fare e cosa invece non è consentito negli spazi comuni dell’edificio.

Signore e signori del condominio, oggi affrontiamo uno dei grandi misteri della vita condominiale.
La domanda è questa:
“Questo spazio è mio… o è di tutti?”
Perché diciamolo con sincerità: nel condominio esiste una zona grigia dove molti pensano che “di tutti” significhi in realtà… “un po’ mio”.
Immaginate la scena.
Pianerottolo del terzo piano.
All’inizio c’è solo il tappetino della porta.Poi arriva una piantina.Poi una scarpiera.Poi una bicicletta.
Dopo qualche mese il vicino passa e dice:
— “Scusi… ma questo è un pianerottolo o un negozio di arredamento?”
Ecco perché dobbiamo capire cosa sono le parti comuni.
Partiamo dalla legge.
Il Codice Civile ci dice che alcune parti dell’edificio, salvo casi particolari, appartengono a tutti i condomini insieme.
Non sono del signor Rossi, non sono della signora Bianchi.
Sono di tutti.
Tra queste parti troviamo, per esempio:
il suolo su cui è costruito l’edificio
le fondamenta
i muri portanti
il tetto
la facciata
le scale
i pianerottoli
il portone di ingresso
il cortile
il giardino condominiale
l’ascensore
gli impianti comuni (acqua, luce delle scale, fognature, antenne, ecc.).
Insomma, tutte quelle parti che servono a far esistere e funzionare l’edificio.
Ora arriva la regola fondamentale del condominio.
È una regola semplice, quasi filosofica.
Tutti possono usare le parti comuni… ma nessuno può comportarsi come se fossero solo sue.
Facciamo qualche esempio molto concreto.
Le scale.
Le scale servono per salire e scendere.Non per parcheggiare biciclette, monopattini, armadi, sedie pieghevoli e, in casi estremi, piccoli traslochi permanenti.
Immaginate un vicino che decide:
— “Qui metto la mia collezione di piante tropicali.”
Dopo qualche settimana le scale sembrano la serra di un giardino botanico.
Il problema è che gli altri condomini devono comunque passare.
E se qualcuno scivola su una foglia di ficus… il condominio diventa improvvisamente molto meno botanico e molto più legale.
Parliamo ora del cortile condominiale.
Il cortile è uno spazio comune.
Questo significa che tutti possono usarlo, ma nessuno può appropriarsene.
Immaginate la scena.
Il signor Mario parcheggia la macchina nello stesso punto ogni giorno.
Dopo qualche mese qualcuno gli dice:
— “Scusi, ma quello è il suo posto?”
E lui risponde:
— “No… però ormai mi ci sono affezionato.”
Nel condominio purtroppo l’affetto non crea diritti di proprietà.
Se i posti non sono assegnati, il cortile è di tutti.
Arriviamo ora a due parti dell’edificio che sembrano lontane… ma che sono molto importanti:
il tetto e la facciata.
Il tetto non è di chi abita all’ultimo piano.La facciata non è di chi ha il balcone.
Sono parti comuni.
Questo significa che nessuno può modificarle liberamente.
Immaginate che ogni condomino decida di fare ciò che vuole sulla facciata.
Uno dipinge il balcone di rosso.Un altro di verde.Un altro ancora di viola.
Dopo qualche anno il palazzo sembrerebbe una tavolozza di pittura moderna.
Per questo esistono regole precise.
Ora arriviamo a un altro punto fondamentale: i limiti dell’uso delle parti comuni.
Ogni condomino può usare gli spazi comuni, ma deve rispettare due principi:
non cambiare la destinazione dello spazio
non impedire agli altri di usarlo.
Tradotto in modo semplice:
Se il pianerottolo serve per passare, non può diventare il vostro deposito personale.
Se il cortile serve a tutti, non può diventare il vostro garage privato.
E ora arriviamo a un tema interessante: le innovazioni.
Le innovazioni sono i cambiamenti che migliorano il condominio.
Per esempio:
installare un ascensore dove prima non c’era
mettere pannelli solari sul tetto
installare telecamere di sicurezza
migliorare l’illuminazione delle scale
creare nuovi spazi comuni.
Queste decisioni però non possono essere prese da una sola persona.
Non funziona così:
— “Ho deciso che sul tetto mettiamo una piscina.”
No.
Queste decisioni devono essere discusse e votate in assemblea.
E ci sono anche innovazioni che non si possono fare, soprattutto se:
mettono a rischio la stabilità dell’edificio
cambiano troppo l’aspetto architettonico
impediscono ad altri condomini di usare le parti comuni.
In altre parole, il condominio funziona come una piccola società.
Tutti hanno diritti… ma tutti devono rispettare anche gli altri.
Se ognuno facesse ciò che vuole negli spazi comuni, il palazzo diventerebbe rapidamente una specie di esperimento sociale molto creativo.
Per fortuna esistono le regole.
E conoscerle è il modo migliore per evitare discussioni infinite sul pianerottolo.


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